Giornalino del 16 Maggio 2020 – Come viviamo questo periodo del COVID

Ecco alcuni racconti dei nostri ragazzi in questo brutto periodo di inizio 2020 nel quale ha avuto il sopravvento questo virus che ci ha tenuto lontano dal nostro impianto sportivo a svolgere l’attività sportiva:

Esposito G. – Anno 2007

Caro virus covid 19, è così che ti chiamano gli scienziati. Ho iniziato a sentir parlare di te già molto prima del 5 marzo, mio padre ha l’ abitudine di vedere il telegiornale delle 20 e già da lì molto prima di marzo ne parlavano e sia  la mia famiglia che io non davamo molta importanza anche perché ci sembravi così lontano, ma un brutto giorno il nostro presidente Conte, con una conferenza stampa, ci ha fatto capire l’importanza e la paura che tu riesci a farci percepire a ognuno di noi. Sei riuscito a fare chiudere le scuole, cosa che a me all’ inizio ha fatto molto piacere ,ma poi col passar del tempo è diventato tutto monotono.

Le giornate sempre uguali , la solitudine ,la lontananza dagli amici il non vedere i miei nonni ma sentirli solo per telefono. Però quello che mi ha fatto più rabbia è di non poter andare più a calcio dove li mi sentivo bene e a mio agio.

Dalle varie notizie che ho sentito ho capito che  sei anche bravo a saltare ,cioè è così che passi da una persona ad un’altra ed è per questo che indossiamo le mascherine così ci sbatti  e cadi con la speranza che tu muoia.

Ho sentito che sei pure bravo a passare da un oggetto ad un essere umano con il minimo contatto del corpo umano da un un oggetto qualsiasi infetto. Ho pure sentito che sei un vigliacco, si un vigliacco perché ne approfitti tanto delle persone anziane ,quelle persone che per molti di noi sono i nostri nonni le persone a noi più care costringendoci a stargli lontano per paura che o noi o loro ci contagiano.

Comunque spero che tutto ciò un giorno finirà anche perché confido nei dottori e negli scienziati che trovino al più presto un vaccino che ti sconfiggerà , sterminandoti così da renderci liberi tutti e farci ricominciare la nostra vita in modo normale ,senza fare file al supermercato, rialzarmi prima la mattina per andare a scuola e riabbracciare di nuovo tutte le persone a me care.

Dimenticavo quando morirai ,si hai capito bene perché tu un giorno morirai ti posso assicurare che non verrà nessuno al tuo funerale ne puoi essere certo e faremo tutti festa

 

Federighi G. – Anno 2009

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Giannoni P. – Anno 2008

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Mencarelli – Anno 2006

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